Dazi USA ex sezione 232 su veicoli medi e pesanti, loro ricambi e autobus

Lo scorso 17 ottobre – al termine di un’indagine ex sez. 232 del Trade Expansion Act – attraverso il proclama “Adjusting imports of medium- and heavy-duty vehicles, medium- and heavy-duty vehicle parts, and buses into the united states”, l’amministrazione americana ha disposto nuovi dazi. A partire dalle 00.01 (EDT) del 1° novembre 2025:

I veicoli medi e pesanti (come grandi pick-up, camion per traslochi, camion per il trasporto merci, autocarri con cassone ribaltabile e trattori per autoarticolati) e i loro ricambi saranno soggetti ad un dazio ad valorem aggiuntivo del 25%. Gli autobus e i veicoli classificati nella voce HTSUS 8702 (scuolabus, autobus di linea e pullman) saranno soggetti ad un dazio ad valorem aggiuntivo del 10%.

La lista completa dei codici doganali daziati è contenuta nell’Allegato I del proclama e, come si legge al suo interno, i dazi in questione non si cumulano con quelli su acciaio, alluminio e loro derivati e con quelli su rame e derivati.

Sono previste eccezioni in quanto all’applicazione del dazio per i veicoli commerciali che godono di un trattamento preferenziale nell’ambito dell’accordo USMCA.

Inoltre, è stabilito che i produttori di veicoli pesanti sottoposti ad assemblaggio finale negli USA possano richiedere una compensazione per l’adeguamento delle importazioni (3,75% del valore complessivo dei veicoli assemblati negli USA da tale produttore).

L’importo della compensazione può essere utilizzato solo dagli importatori registrati e autorizzati.

Infine, si dispone una riduzione al 25% del dazio aggiuntivo ad valorem per i prodotti in acciaio, alluminio e derivati realizzati in impianti in Canada e Messico che riforniscono produttori di automobili o veicoli commerciali statunitensi. Tale riduzione si applicherà unicamente ai beni che godono di un trattamento preferenziale ai sensi dell’accordo USMCA e che sono stati fusi e colati in Canada o Messico.

Al momento, non sembrano previste eccezioni per i beni oggetto della misura originari dell’UE, ma continueremo a monitorare la situazione evidenziando la necessità di una riduzione tariffaria anche per questi beni nelle sedi opportune.

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